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martedì, 28 febbraio 2006

Ich glaube in diesen Moment einem tiefen Haß, der mich, um voran aufzupassen verhindert und die Schwierigkeiten mit Serenity gegenüberzustellen
postato da: Sirenia alle ore 12:13 | link | commenti
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domenica, 26 febbraio 2006

misssirenia (26-02-06 12:59) - infatti ....ti ho appena detto che non mi susciti nessuna impressione ne positiva ne negativa...in poche parole mi sei inidifferente
 

sergione75 (26-02-06 13:00) - e tu sai benissimo che detesto la mediocrità, dove inesorabilmente mi hai rinchiuso.
 
AHAHHAHAH.......
Risposta mia : E allora?
sergione75 (26-02-06 13:06) - questo per me è interessante e divertente. Hai parlato di un gioco e di regole. Mi sto chiedendo se questo è un naturale sviluppo del gioco oppure un cambiamento di luce. IN entrambe i casi non posso non nasconderti l' ascendente che hai
misssirenia (26-02-06 13:08) - E sarebbe?
sergione75 (26-02-06 13:10) - Mi piaci, e spero che questo tu lo consideri un complimento. E non per il banale mistero sulle tue estremità che potrebbe alimentare il mio feticismo. Mi piace il tuo modo di proporti, qui, in maniera totale. sembri dire: spostati e seguimi o finisci schiavo
 
misssirenia (26-02-06 13:12) - sono una persona molto determinata
sergione75 (26-02-06 13:13) - lo hai scritto inizialmente. Vedi, apprezzo nelle persone con un carattere forte e spesso appuntito, il loro mettere davanti a tutto i propri difetti. Ed avere la grande capacità di farli adorare come pregi.

misssirenia (26-02-06 13:15) - ok
sergione75 (26-02-06 13:18) - ottima risposta. :-D Mi auguro che anche tu abbia la superbia e l'intelligenza per apprezzare nello stesso modo questi aspetti in un essere umano ;-). Grazie per la chiaccherata, time out ne concedi per il pranzo? ehehehh
 
 
postato da: Sirenia alle ore 12:32 | link | commenti
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sergione75 (26-02-06 12:44) - mi vuoi in ginoccchio supplicante, vero? se lo facessi, perderei tutto il già poco interesse che mi concedi. Certamente mi inchino alle tue regole

 

AHahhaHAHHAHA..........E poi :

sergione75 (26-02-06 12:50) - peccato. chiederti che abbigliamento usi di solito non è affatto la stessa cosa. A questo punto del gioco tu mi hai già fatto una radiografia completa, vero? mi diresti ladiagnosi? ;)

LA MIA RISPOSTA E' :

che diagnosi vuoi sentire? MIca debbo scegliere se prenderti in cura o meno..Non mi interessa affatto l'ipotesi...

 

sergione75 (26-02-06 12:53) - non credo di aver bisogno di cura. e francamente mi piace scegliere chi eventualmente le somministrerebbe. Mi incuriosisce vedere come mi vedi tu. Sono certo che avrai parole schiette e taglienti.

E LA MIA RISPOSTA :

Sinceramente non mi interessa Nemmeno definirti Non intendo sprecare tempo a pensare agli aggettivi che qualifichino la tua persona anche perchè se ti credevo meritevole di lodi le avrei gia tessute .

AHAHAAHAH

postato da: Sirenia alle ore 12:00 | link | commenti
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venerdì, 24 febbraio 2006

PER LA SERIE STAMATTINA MI DEDICO AL DOLCE FAR NIENTE (DOVREI STUDIARE....)VABBE' SONO GIUSTIFICATA STO FACENDO IL CD A MIO FRATELLO HIHIIHI....

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postato da: Sirenia alle ore 11:34 | link | commenti (1)
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PAGINETTA DELLO SCLERO

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postato da: Sirenia alle ore 11:32 | link | commenti
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QUANTO ODIO LE PERSONE CHE DICONO:-

"IO SONO QUASI VEGETARIANO.MANGIO CARNE SOLO 2 VOLTE A SETTIMANA.-"

OPPURE :.

"iO SONO ANIMALISTA CONVINTA MA LA CARNE LA MANGIO PERCHE' NON C'ENTRA NIENTE CON L'ESSERE ANIMALISTA!"

Ah no? (Ps :Poi le vedi anche girare con cappotti o giacche o borse di pelle...E le vedi usare prodotti TESTATI SUGLI ANIMALI!!)

CHE SCHIFO!!!

Perché VEGAN?

Perché per la preparazione di un pasto vegan
nessun animale viene ucciso, maltrattato o sfruttato.
L'alimentazione vegan, oltre alla carne ed al pesce, non contempla alcun prodotto di origine animale

Perché mangiare vegan è anche molto salutare, dato che gli esseri umani anatomicamente sono animali frugivori, e quindi costituzionalmente e geneticamente assai poco adatti al cibo di origine animale, a cui si sono però adeguati culturalmente (o per necessità di sopravvivenza in mancanza di cibi più idonei).

Perché se mangiassimo tutti vegan ci sarebbe cibo più che a sufficienza per tutti, siccome la terra che oggi serve per nutrire una sola persona che consuma carne sarebbe sufficiente a sfamarne ben 20 vegane!
 Inoltre, destinando un ettaro di terreno all'allevamento bovino, in un anno otteniamo 66 kg di proteine, contro i 1868 kg di proteine (28 volte di più!) che invece otterremmo destinando, ad esempio, lo stesso terreno alla coltivazione della soia

il nostro pianeta non ce la fa più a sostenere i nostri dissennati ritmi consumistici ed il nostro peso ecologico (footprint).

La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali.
- M. K. "Mahatma" Gandhi (1869-1948)

                      Non si può mangiare ciò che ha un volto.
-                                 Paul McCartney)

 

Verrà il tempo in cui l'uomo non dovrà più uccidere per mangiare, ed anche l'uccisione di un solo animale sarà considerato un grave delitto...
- Leonardo da Vinci

Il compito più alto di un uomo è sottrarre gli animali alla crudeltà.
- Emile Zola

L'uomo è l'unico animale che arrossisce, ma è l'unico ad averne bisogno.
- Mark Twain

Mangiare carne è digerire le agonie di altri esseri viventi.
- Marguerite Yourcenar

Moltissimi cuccioli di questi animali verranno portati via, squarciati e massacrati barbaramente. Colui che non rispetta la vita non la merita.
- Leonardo da Vinci

Il veganismo non è una scelta.
La scelta termina dove inizia la vita di un altro.
Uccidere un essere vivente non è una scelta, è un assassinio.
- Autore sconosciuto

La gente mangia carne e pensa che diventerà forte come un bue. Dimenticando che il bue mangia l´erba.
- Pino Caruso

E' bello sedersi a tavola senza doversi preoccupare di che cosa è morto il nostro cibo.
- J.H. Kellogg

Gli animali sono miei amici...e io non mangio i miei amici.
- George Bernard Shaw

Per ognuno il latte della propria specie è di beneficio, ma quello di altre specie è dannoso.
- Ippocrate, anno 377 a.C.










 


postato da: Sirenia alle ore 00:01 | link | commenti (4)
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giovedì, 23 febbraio 2006

IO SONO GOLOSA DI JOGHURT BIANCO MAGRO COME WINNIE POOH DI MIELE ©

                                                                          

postato da: Sirenia alle ore 23:41 | link | commenti
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postato da: Sirenia alle ore 23:23 | link | commenti
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gyruss01 (24-02-06 00:07) - Sono molto soddisfatto di questa conversazione una sorta di intervista. Devo infine ringraziarti perchè sei riuscita a sopportarmi quasi più di mezz ora. Ti saluto.Spero di ritrovarti presto on line. Buon proseguimento Tuo umile servitore....

Ma sta gente veramente fa?.......


postato da: Sirenia alle ore 23:16 | link | commenti
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Sie saßen oft am Märchensee beim Lagerfeuer.
Sie wollten leben, wie es ihnen gefiel.
Der neue Kurs im deutschen Land war nicht geheuer.
Sie wollten frei sein, mit Gesang, Gitarrenspiel.

Mit ihrer Kleidung nahmen sie’s nicht so genau.
Ganz offen trugen sie das Edelweiß zu Schau.
Und das war gut, sie hatten Mut.

Sie hatten nichts im Sinn mit braunen Nazihorden.
Sie hielten nichts von dem Geschrei vom "Heil und Sieg".
Was war denn nur aus ihrem Vaterland geworden?
Man schürte offen den verbrecherischen Krieg.

Da gab’s nur eins zu tun – befrei’n wir dieses Land.
Da durfte keiner ruh’n – wir leisten Widerstand.
Sie hatten Mut, und das war gut.

(2x)
Vielleicht wird morgen schon eine neue Zeit anfangen.
Vielleicht ist morgen schon der Spuk vorbei.

Da gab’s ‘nen Güterzug mit Kriegsnachschub und Waffen.
Und was man sonst noch braucht für einen Völkermord.
Da machten sie sich an den Gleisen kurz zu schaffen.
Der Zug erreichte niemals den Bestimmungsort.

Und Essensmarken vom Parteibüro der Stadt,
war’n plötzlich weg und Zwangsarbeiter wurden satt.
Sie hatten Mut, sie hatten Mut.

Sie glaubten fest daran, daß sie den Sieg erringen.
Sie glaubten fest daran, aus Schaden wird man klug.
Sie glaubten fest daran, als sie zum Galgen gingen.
Sie glaubten fest daran, als man sie vorher schlug.

Und diese Angst, die hinter jeder Folter steht,
die ist so groß, daß man den besten Freund verrät.
Versteht man gut, versteht man gut.

Refrain (2x)

Sie stehen heute noch auf manchen Schwarzen Listen.
Ich möchte‘ fast sagen, heut‘ ist’s wieder mal soweit.
In Amt und Würden sitzen wieder mal Faschisten.
Und zum totalen Krieg ist mancher schon bereit.

Nur seh‘ ich Tausende, und das beruhigt mich sehr.
Die zeigen offen das zerbrochene Gewehr.
Denn das macht Mut, denn das macht Mut.

(2x)
Und dann wird morgen schon eine neue Zeit anfangen.
Und dann ist morgen schon der Spuk vorbei.

(Edelweißpiraten - Lilienthal )

Durante il Terzo Reich si formarono gruppi di giovani che non vollero entrare –a differenza dell’attuale sommo pontefice S.S. Benedetto XIV, al secolo Josef Ratzinger- nella “Gioventù Hitleriana”, la Hitlerjugend. In Renania (ad esempio a Colonia) alcuni di essi si diedero il nome di “Edelweisspiraten” (Pirati della stella alpina). In primis cercarono di conservare la loro vita “on the road” e di continuare a viaggiare da un capo all’altro del paese; cosa che, nella Germania nazista, era illegale. Divennero però ben presto politicamente attivi, quando la Gestapo cominciò a perseguitarli. Furono perseguiti dai nazisti, e fino agli ultimi giorni della guerra rinchiusi nei campi di concentramento, fucilati o impiccati. Nel 1941 alcuni di essi furono impiccati sulla pubblica piazza a Colonia-Ehrenfeld, e vi rimasero appesi quattro giorni ad ammonimento della popolazione.
Il loro simbolo era l’immagine della stella alpina; fino a pochissimo tempo fa non erano riconosciuti dalle autorità tedesche come gruppo della Resistenza.
Nell’estate del 2003 esce un film nei cinematografi che ha come argomento la storia dei “Pirati della Stella Alpina”; il testo che segue, eseguito dal gruppo “Lilienthal”, è stato scritto per il film da Herwig Steymans e musicato da Hansjörg Mauksch. Sullo stesso tema (e con lo stesso titolo) esiste anche
un’altra canzone (nel dialetto di Colonia) cantata dal gruppo Bläck Fööss.
 

Berlin, du deutsche deutsche Frau,
ich bin dein Hochzeitsfreier,
ach, deine Hände sind so rauh
von Kälte und von Feuer.

Ach, deine Hüften sind so schmal
wie deine schmalen Straßen,
ach, deine Küsse sind so schal,
ich kann dich nimmer lassen.

Ich kann nicht weg mehr von dir gehen,
im Westen steht die Mauer,
im Osten meine Freunde stehen,
der Nordwind ist ein rauher.

Berlin, du blonde blonde Frau,
ich bin dein kühler Freier,
dein Himmel ist so hunde-blau
darin hängt meine Leier


Sempre dall'album "Die Drahtharfe", del 1965. Un anno in cui intitolare una canzone "Berlino" diceva già tutto.
Der Soldat ( Friedrich Silcher )

Es geht bei gedämpftem Trommelklang.
Wie weit noch die Stätte, der Weg wie lang!
O wär' er zur Ruh und alles vorbei!
Ich glaub, es bricht mir das Herz entzwei.

Ich hab' in der Welt nur ihn geliebt,
Nur ihn, dem jetzt man den Tod doch gibt.
Bei klingendem Spiele wird paradiert,
Dazu, dazu bin auch ich kommandiert.

Nun schaut er auf zum letztenmal
In Gottes Sonne freudigen Strahl.
Nun binden sie ihm die Augen zu.
Dir schenke Gott die ewige Ruh'!

Es haben die neun wohl angelegt;
Acht Kugeln haben vorbeigefegt;
Sie zitterten alle vor Jammer und Schmerz,
Ich aber, ich traf ihn mitten ins Herz!

"Der Soldat" è una delle poesie più celebri di Adalbert von Chamisso. E' la drammatica vicenda di un soldato che viene chiamato a far parte del plotone incaricato dell'esecuzione di un suo amico e commilitone; ed è proprio la sua pallottola, l'unica su nove, ad ucciderlo.

Die Moorsoldaten [Börgermoorlied]  (Rudi Goguel )

Wohin auch das Auge blicket,
Moor und Heide nur ringsum.
Vogelsang uns nicht erquicket,
Eichen stehen kahl und krumm.

Wir sind die Moorsoldaten,
Und ziehen mit dem Spaten,
Ins Moor.

Hier in dieser öden Heide
Ist das Lager aufgebaut,
Wo wir fern von jeder Freude
Hinter Stacheldraht verstaut.

Wir sind die Moorsoldaten,
Und ziehen mit dem Spaten,
Ins Moor.

Morgens ziehen die Kolonnen
In das Moor zur Arbeit hin.
Graben bei dem Brand der Sonne,
Doch zur Heimat steht der Sinn.

Wir sind die Moorsoldaten,
Und ziehen mit dem Spaten,
Ins Moor.

Heimwärts, heimwärts jeder sehnet,
Zu den Eltern, Weib und Kind.
Manche Brust ein Seufzer dehnet,
Weil wir hier gefangen sind.

Wir sind die Moorsoldaten,
Und ziehen mit dem Spaten,
Ins Moor.

Auf und nieder gehn die Posten,
Keiner, keiner, kann hindurch.
Flucht wird nur das Leben kosten,
Vierfach ist umzäunt die Burg.

Wir sind die Moorsoldaten,
Und ziehen mit dem Spaten,
Ins Moor.

Doch für uns gibt es kein Klagen,
Ewig kann's nicht Winter sein.
Einmal werden froh wir sagen:
Heimat, du bist wieder mein:

Dann ziehn die Moorsoldaten
Nicht mehr mit dem Spaten
Ins Moor!

"Die Moorsoldaten" è senz'altro il più celebre canto di resistenza in lingua tedesca. Fu scritto da Rudi Goguel nel 1934 mentre era prigioniero nel campo di concentramento di Börgermoor, nell'Emsland (uno dei primi istituiti dal regime nazista per rinchiudervi gli oppositori politici, specialmente comunisti; e furono proprio i deportati di Esterwegen, obbligati a costruire in catene altri lager, a trasmetterlo e diffonderlo sotterraneamente, dato che era stato ufficialmente proibito due giorni dopo la sua composizione.
Testimonianza universale di resistenza contro il nazifascismo, fu uno dei canti della brigata internazionale tedesca "Ernst Thälmann" che combatté al fianco dei repubblicani antifascisti durante la guerra di Spagna

Notenheft Lili Marleen, 1940 Haus der Geschichte, Bonn

LILI MARLEEN: STORIA DI UNA CANZONE UNIVERSALE
A volte capita di accorgersi di non aver inserito nella nostra raccolta di Canzoni contro la guerra una canzone fondamentale come questa. Rimediamo con colpevolissimo ritardo, inserendola tra le "Canzoni Fondamentali".

Lili Marleen" è stata la canzone preferita dai soldati di fanteria tutto il mondo durante la II guerra mondiale: praticamente ne fu l'inno non ufficiale. Una canzone tedesca scritta da un giovane soldato amburghese con velleità poetiche e musicata da un musicista compromesso con il nazismo, che però travalicò presto i confini della Germania e fu adottata da tutti i ragazzi che andavano a morire a decine di migliaia, pensando magari alla loro "Lili" lasciata chissà dove. Strane storie hanno a volte, le canzoni. Strane e imprevedibili.

Il testo originale proviene, come detto da un poemetto scritto da un soldato tedesco, Hans Leip, intitolato "La canzone di una giovane sentinella", poco prima di recarsi al fronte nei Carpazi nel 1915. Il nome "Lili Marleen" proviene da quello della sua ragazza (figlia di un ortolano) combinato con quello di una giovane infermiera, Marleen, che sembra invece essere stata la ragazza di un commilitone.

Il poema di Hans Leip, sebbene di carattere decisamente antibellico, fu pubblicato in una collana di poesie patriottiche nel 1937; ben presto la parte su Lili Marleen (anch'essa, in sé, blandamente antibellica) attirò l'attenzione del musicista Norbert Schultze (nato nel 1911 a Braunschweig e morto il 17 ottobre 2002), che lo musicò immediatamente dopo. Schultze era già ricco e famoso prima del successo enorme della canzone della "ragazza sotto il fanale" che attendeva il fidanzato vicino alla garitta. Le sue opere, marce e melodie di stampo militaresco e propagandistico, hanno titoli inequivocabili che sarebbe forse meglio tralasciare in una raccolta di canzoni contro la guerra, del tipo "Bomben auf England". Nel 1945 gli alleati gli ordinarono di smettere di comporre, ma nel 1948 Schultze era già di nuovo in attività.

Questa canzone ha comunque una storia assai accidentata. Il potentissimo ministro della propaganda e dell'informazione del III Reich, il tristemente noto dottor Goebbels, non la amava affatto. Voleva una marcia militare. La cantante Lale Andersen (pseudonimo di Eulalia Lieselotte Bunnenberg, nata nel 1905 a Bremerhaven e morta nel 1972 a Vienna) non intendeva cantarla; ma poco prima dello scoppio della guerra si convinse.

La canzone vendette all'inizio pochissimo, solo 700 copie, finché una radio militare tedesca non iniziò a trasmetterla, nel 1941, alle forze impegnate in Africa (l' "Afrika Korps" del maresciallo Rommel).

I comandi tedeschi si accorsero ben presto di cosa stava scoppiando loro tra le mani, con quella canzone che ricordava ai soldati un amore lasciato a casa invece dell'ardore guerriero. Una canzone "disfattista", insomma; i soldati la cantavano con le lacrime agli occhi mentre andavano a crepare per la grandezza del Reich. "Lili Marleen" fu quindi ovviamente proibita, il che contribuì non poco ad accrescerne la sua popolarità, che stava già diventando enorme.

Dopo l'occupazione tedesca della Jugoslavia, nel 1941, a Belgrado fu impiantata una stazione radiofonica per trasmettere notizie alle forze di aviazione e all'Afrika Korps. La stazione si chiamava "Soldatensender Belgrad" Il tenente Karl-Heinz Reintgen, direttore della SSB, aveva un amico nell'Afrika Korps cui la canzone, nonostante il suo divieto ufficiale, era piaciuta parecchio, e che chiese all'emittente di trasmetterla; e Reintgen, eludendo a suo rischio e pericolo il divieto (il che non era cosa da poco!), accettò e la fece trasmettere per la prima volta il 18 agosto 1941. Qui accadde il secondo miracolo, perché la canzone piacque nientemeno che al maresciallo Erwin Rommel in persona, che chiese a Reintgen di inserirla nel programma musicale fisso della stazione radiofonica, contro il parere di Goebbels e anche di Hitler stesso. La canzone divenne ben presto addirittura la sigla di chiusura delle trasmissioni dell'emittente, che terminavano alle 9 e 55 della sera.

Da allora niente poté più arrestare il cammino della canzone. Fu captata ed ascoltata dalle forze Alleate, e Lili Marleen divenne la canzone più nota e preferita dei soldati di entrambi gli schieramenti, che la cantavano in tedesco o nella propria lingua. Una canzone, insomma, che riuscì a unire migliaia di persone che stavano combattendosi accanitamente. Una canzone universale di fratellanza di soldati che condividevano lo stesso terribile destino.

La popolarità immensa della versione tedesca provocò un'affrettata traduzione in inglese, probabilmente quando un editore britannico di canzoni, John Jordan Phillips, rimproverò a un gruppo di soldati inglesi di cantarla nella lingua del "nemico". Un soldato, assai arrabbiato, gli replicò a muso duro: "E perché non ci scrive le parole in inglese?" Fu quindi preparata una migliore versione assieme a un paroliere inglese, Tommie Connor, nel 1944, interpretata dalla cantante Anne Sheldon e che polverizzò ogni record di vendite. La canzone, trasmessa giornalmente anche dalla BBC (nella versione di Vera Lynn), fu adottata prima dell'Ottava Armata britannica, e poi anche dalle forze Americane in Europa.

Era cantata negli ospedali militari e trasmessa da enormi altoparlanti, assieme a notizie di propaganda; era cantata per le strade. Era cantata al fronte, da entrambe le linee.

Fu presto tradotta e interpretata nella lingua originale e in inglese anche dall'esule tedesca Marlene Dietrich, che la portò in tutto il mondo al seguito delle truppe Alleate (in Nordafrica, in Sicilia, in Alaska, in Groenlandia, in Islanda e in Inghilterra). La versione americana di Marlene Dietrich, interpretata anche da un coro anonimo, nel 1944, scalò i record di vendita in pochi mesi, ripetendo l'exploit decine di anni dopo (non a caso nel 1968, quando divenne anche una "protest song"). Nel 1981 riuscì a restare a lungo nella hit parade tedesca, e nel 1986 addirittura in quella giapponese.
Ovvero in tutti i paesi più colpiti dalla tragedia della II guerra mondiale.

La canzone è stata tradotta in 48 lingue.
Tra queste il francese, il russo, l'italiano e l'ebraico. La versione croata sembra essere stata una delle canzoni preferite dal maresciallo Tito.

"Lili Marleen" è probabilmente la più celebre canzone nella guerra, ed intrinsecamente contro la guerra, di tutti i tempi. Il tema del soldato che pensa al suo amore è universale. Lale Andersen spiegò il suo successo planetario con queste significative parole: "Il vento può forse spiegare perché diventa una tempesta?"

Ich muß heut' an Dich schreiben,
Mir ist das Herz so schwer.
Ich muß zu Hause bleiben
Und lieb Dich doch so sehr.
Du sagst, Du tust nur Deine Pflicht,
Doch trösten kann mich das ja nicht.
Ich wart an der Laterne —
Deine Lili Marleen —

Was ich still hier leide,
Weiß nur der Mond und ich.
Einst schien er auf uns beide,
Nun scheint er nur auf mich.
Mein Herz tut mir so bitter weh,
Wenn ich an der Laterne steh'
Mit meinem eignen Schatten —
Deine Lili Marleen —

Vielleicht fällst Du in Rußland,
Vielleicht in Afrika,
Doch irgendwo da fällst Du,
So will's Dein Führer ja.
Und wenn wir doch uns wiederseh'n,
Oh möge die Laterne steh'n
In einem ander'n Deutschland!
Deine Lili Marleen —

Der Führer ist ein Schinder,
Das seh'n wir hier genau.
Zu Waisen macht er Kinder,
Zur Witwe jede Frau.
Und wer an allem schuld ist, den
Will ich an der Laterne seh'n!
Hängt ihn an die Laterne!
Deine Lili Marleen.

Nazipack (AchNee, Lieber Doch Nicht )

Se le notizie in rete su questa curiosa e "variabile" band sono poche, sicuramente vi sono molti testi e tutti assai interessanti. Speriamo in futuro di poter reperire anche gli mp3. I testi sono, come questo, ripresi quasi interamente dalla pagina antifas.de. Cosa significhi "antifas" dovrebbe essere chiaro...

Du bist der Schönling von der ganzen Klasse
bist stolz auf deine deutsche Rasse
Deine Haare die sind blond, deine Augen wasserblau
dagegen die Gedanken - die sind wohl eher lau

Deine Haare waren blond jetzt trägst du Glatze
Bewunderst im Spiegel deine Faschofratze
Mit dem Baseballschläger gehst du auf die Jagd
Mein Gott, bist du mal beknackt...

Refrain: Man hört von euch fast jeden Tag
Ihr seid das Fascho-Nazipack
Die ewig gestrigen im Geiste
Vom Kuchen immer stets das meiste
Ihr wollt das 4.Reich aufbauen
Doch WIR, WIR werden euch das versauen ...

Du hast einfach nie nachgedacht
deinem Führer alles nachgemacht,
konsumiert, was er dir zu schlucken gab
liest Auschwitz-Lügen jeden Tag

Mit Brandsätzen in Gebüschen lauern
Hakenkreuze sprühen an fremde Mauern
auf Judenfriedhöfen Grabsteine umfegen
danach noch ein paar Asylanten umlegen.

Refrain: Man hört von euch fast jeden Tag
Ihr seid das Fascho-Nazipack
Die ewig gestrigen im Geiste
Vom Kuchen immer stets das meiste
Ihr wollt das 4.Reich aufbauen
Doch WIR, WIR werden euch das versauen ...

Ja, das könnte euch so passen
Doch, wir werden euch immer hassen
Wenn die Antifas marschieren
dann könnt ihr nur verlieren
dann KÖNNT IHR NUR VERLIEREN!

 





postato da: Sirenia alle ore 22:52 | link | commenti (1)
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